La Porta del Sole e le fortificazioni

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Porta del Sole, realizzata nel 1642 per volere di Taddeo Barberini in sostituzione della precedente Porta San Giacomo, prende il nome dallo stemma araldico della famiglia visibile sull’architrave, nonché dalla sua posizione sul lato orientale delle mura.
Oggi – come in passato – rappresenta uno dei punti nodali di accesso al centro storico di Palestrina.

Gli scavi del 2005 hanno condotto alla scoperta di un tratto delle mura urbiche in opera poligonale di calcare appartenente ad un rifacimento della cinta difensiva databile al III secolo a.C.
In basso è visibile anche lo stipite in tufo dell’antica porta.

Verso la metà del II secolo a.C. il muro difensivo venne sfruttato per costruire una rampa basolata che andava ad addossarsi al muraglione in opera quadrata di tufo; questa rampa andò ad arricchire e integrare tutto il complesso monumentale dei cosiddetti propilei (poco più in basso), segnando un momento di ulteriore rifacimento delle mura difensive sul lato meridionale della città.

Nonostante la fase urbanistica medio-repubblicana sia poco conosciuta, sappiamo che nell’immediato suburbio, appena fuori Porta del Sole, esisteva un santuario dedicato a Giunone “Palotsca” (della palude) che aveva un culto associato ad un’altra divinità italica: Turpenus Pater.

 

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